Ho sempre pubblicato un bilancio di quello che è stato l’anno appena vissuto.
 
Ed evidentemente, scorrendo Facebook, sembra sia stata una buona idea, perché leggo che molti di voi stanno tirando le fila di quel che vi è successo.
 
In realtà è da qualche settimana che cerco di capire se il 2018 è stato o meno un anno positivo e sinceramente credo che se dovessi esprimere il mio giudizio, lo farei con questo simbolo “=”.
 
Uguale. Perché se il 2014 è stato l’anno del trauma, il 2015 della sopravvivenza, il 2016 dei grandi cambiamenti, il 2017 dei buoni propositi, il 2018 è stato forse l’anno del “cerchiamo di non smuovere troppo le acque” rimanendo, colpevolmente o forse per spirito di  autoconservazione, in quella zona di comfort che invece è mancata negli ultimi anni.
 
Per cui, terminato il bilancio del 2018, passiamo ai buoni propositi.
 
Ancora una volta però, cambiamo. Non buoni propositi rivolti su di voi, questa volta i buoni propositi sono da perseguire nei confronti degli altri. 
Facciamo una piccola premessa: Tempo fa, vidi un video, probabilmente ve ne ho già parlato, di Randy Pausch, un professore americano malato di cancro che ha tenuto una lezione chiamata “Ultima lezione. Cosa vorresti insegnare se fosse la tua ultima lezione”, potete guardarla qua, vi ho messo il video in fondo al post. .
E, qualora non l’aveste ancora vista, una delle frasi che mi è rimasta più impressa è:
“Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di voi. I sogni verranno da sé.“
Partendo da questa frase, ecco la lista di quello che vi auguro e MI auguro (sopratutto) nel 2019.
1) Coerenza.
Spesso passo per orso, scontroso o sociopatico. Credo sia assolutamente vero, non mi piace stare gente con cui non voglio stare e non riesco a fingere. Per cui l’invito è che se non vi ricordate di me durante i 364 giorni precedenti, fatelo anche quando state mandando un messaggio su whatsapp a catena. Coerenza.
2) Rispetto per il lavoro altrui. 
Quando commissionate un lavoro e ricevete un preventivo, non siete obbligati a dire si. Non esiste alcun vincolo a scegliere un grafico per l’amicizia. Un grafico si sceglie perché vi piace il suo stile, non perché siete un suo amico. Anche perché poi, quando stabilite (dopo mesi di lavoro e di fotografie di decine di prodotti) che il prezzo richiesto è eccessivo, direi che l’amicizia si incrina.
Specie se l’amico fattura 900 euro e voi gliene date 500.  Rispetto.
3) (Se siete a capo di un gruppo di lavoro) Aiuta i tuoi dipendenti/collaboratori a vivere bene l’ambiente di lavoro. 
Quelle persone stan lavorando per voi, a meno che non lo rendiate piacevole con dei piccoli atteggiamenti da parte vostra, il carico di stress spesso è eccessivo: aiutate i vostri dipendenti a condividere meglio l’esperienza lavorativa. Ne parlavo ieri con il mio titolare/collega riguardo un’esperienza lavorativa in uno studio di grafica nel quale la giornata lavorativa, nonostante il carico di lavoro fosse intenso, era stimolante. Aiuta.
4) (Se sei collega di qualcuno) Aiutalo ad aiutarti. 
Fare lo splendido agli occhi del capo non serve se agli occhi del collega sei una merda. Entrambi siete (più o meno) sulla stessa barca, se va male ad uno sicuramente andrà male anche all’altro per cui copritevi a vicenda. Questo punto lo scrivo perché una volta ho avuto un grande collega con il quale abbiamo avuto un grandissimo rapporto di amicizia e con il quale, a causa di alcuni fraintendimenti, non mi saluto più. Lo scrivo anche perché ho avuto un collega che, da quanto mi dicono, non solo ai miei occhi risulta essere una merda… Aiuta (parte 2).
5) Pianifica e taglia i rami secchi. 
Questo punto è assolutamente personale. Impara a dare le giuste priorità. Dire si a qualsiasi richiesta lavorativa rischia di farti perdere il senso del lavoro e agli occhi dei clienti sembrerai quello disorganizzato che mette in secondo piano i propri lavori. Impara a dire no. Impara ad individuare quali sono gli aspetti lavorativi che non rendono in proporzione all’impegno messoci. Pianifica.
6) Sogna.
Non smettere mai di sognare, non smettere mai di pensare a dove vorresti essere tra 2, 3 o 10 anni. Pianifica di fare qualcosa, ogni tanto prenditi due minuti per immaginare dove ti vedi tra un po’ di tempo e goditi quei momenti. Perché non c’è niente di meglio che inseguire i propri sogni e spesso sono i sogni a darti la forza per tirare avanti quando la giornata è un filo storta. Sogna.
7) Muoviti. 
Inizia a muoverti: iscriviti in palestra, piscina o qualsiasi altra cosa… aldilà del fattore estetico o salutistico, riuscire a trovare uno sfogo nel quale eliminare fisicamente tutte le tossine che ci avvelenano è fondamentale.
Ci sarebbero altri punti, ma mi rendo conto che poi tenderebbero ad essere troppi. Per cui iniziamo da questi.
Che dire? Io, come al solito sto scrivendo questo post di corsa, dovrei terminare la seconda parte del post scorso e ci sto lavorando, ma siccome voglio illustrarvi il tutto al meglio, ci sto lavorando. E quindi niente, vi auguro di passare un 2019 che sia all’altezza dei vostri sogni, se poi questi punti o spunti vi sono stati d’ispirazione, non potrà che farmi piacere!
Auguri!