Post veloce…

Qualche settimana fa ho fatto un colloquio di lavoro.

Aspetta, la spiego meglio: io sono abbastanza felice della mia vita lavorativa, sono felice del ruolo che mi sono ritagliato nelle aziende dei miei clienti e sopratutto per il ruolo che loro mi hanno, in un certo senso, “assegnato”. Sapere che alcuni di loro ogni qualvolta hanno un’idea chiamino me per sapere cosa ne penso e per sapere come promuoverla e svilupparla in “Comunicazionese” mi soddisfa parecchio.

(fonte Radio Italia)

Questo non esclude la possibilità di cercare un lavoro, magari con un ruolo di responsabilità, in cui si possa raggiungere una maggiore stabilità economica.

Detto questo, vado a fare questo colloquio e mi trovo al centro di questo conclave nel quale erano presenti 6-7 persone.

Il capo di questi mi spiega la loro azienda e la cosa che ad un certo punto mi salta agli occhi (anzi alle orecchie) è che inizia a mettere dentro delle parole in inglese nel mezzo della discussione. Ve la spiego meglio:

“Sai, noi stiamo costituendo questa society grazie al nostro knowhow del mercato perché ognuno di noi ha delle skills in factory …”

Ora, lungi da me il voler essere un Salvalingua Italiana. Ma in genere quando mi trovo dinanzi a queste situazioni, gli scenari possibili sono due:

  • Questo non sa di che sta parlando e per acquisire sicurezza inserisce supercazzole a destra e a manca;
  • Questo è molto competente e questi termini inglesi servono a capire se anche io so di cosa lui sta parlando.

E che fai in queste situazioni? Da comunicatore è importante sapere chi ti trovi davanti, non dico di psicoanalizzarlo (anche perché non ne sono in grado) ma riuscire ad inquadrarlo per capire come approcciarti.

Ho risposto alla supercazzola.

Non scenderò nei dettagli, ma ho indossato la faccia più sicura di cui sono capace e ho inserito dei termini e degli argomenti di cui non ero a conoscenza nel mezzo delle mie argomentazioni ed evidentemente non erano a conoscenza nemmeno loro, visto che annuivano e mi hanno proposto di sottoscrivere un contratto. Pertanto ho realizzato che lo scenario celato dietro a dei termini inglesi era quello descritto al primo punto precedentemente esposto.

Perché vi racconto questa cosa?

A prescindere dall’uso dell’inglese che comunque è utile a spiegare determinati concetti in maniera più breve (Skills= esperienze acquisite e non innate in campo lavorativo/conoscenze tecniche che ti rendono adatto a ricoprire un ruolo) è importante quando si comunica qualcosa mostrare competenza di ciò di cui si sta parlando.

Se foste un’azienda che si occupa di gioielleria, mettereste sul vostro sito la voce “Video matrimoniali?”. Personalmente no, non lo farei nemmeno sotto tortura, ma in parecchi ritengono che inserire una voce al proprio sito, nonostante non faccia parte dei servizi proposti, possa essere un sistema per attirare clientela. Che può essere vero, per carità, ma è altrettanto vero che se il cliente ti contatta e scopre il trucco, ti prende per mentecatto e ti attacca un’etichetta che non ti toglierai più di dosso.

Ecco il nocciolo della questione: a prescindere dal fatto che possa occuparmi io o meno della vostra comunicazione (a proposito, clicca qui se vuoi contattarmi) non presentarti ai tuoi clienti (reali o potenziali poco importa) per ciò che non sei. L’onestà in questo momento paga e tanto: mostrarti in maniera genuina, metterci la faccia (prossimamente vi farò vedere in che modo intendo questa cosa), creare un riferimento alla vostra potenziale clientela non può che essere un plus ed è il sistema che permetterà alla vostra azienda di essere scelti.

Perché ricordate: c’è differenza tra capitare ed essere scelti. Alla prima risponde il caso, alla seconda rispondete voi e il vostro modo di stare nel mercato.

Ah… la proposta di lavoro…

So che siete curiosi e volete sapere quando inizio con il nuovo lavoro. Ma ho rifiutato: ho parlato con mia moglie, con diversi amici e sopratutto ho controllato con un app (S-peek) lo stato finanziario della società che mi voleva assumere con delle cifre assurde (un casino di soldi al mese, credetemi). C’erano troppe cose che puzzavano e onestamente, non posso parlarne qua perché rischio una decina di denuncie, ma gli schemi piramidali tipo Schema Ponzi non mi hanno mai fatto impazzire. Per cui si… vi dovrete sorbire ancora gli sfoghi di un giovane consulente pubblicitario…  giovane… vabbè…

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