Qualche giorno fa mi ha chiamato un cliente, dicendomi che non aveva intenzione di continuare la gestione social (dopo un mese) perché non aveva visto risultati tangibili.

Premesso che ognuno è libero di fare le scelte che ritiene più opportune per la propria azienda, ho controllato le statistiche di Facebook della sua fanpage e quello che ho notato subito sono stati i 15 messaggi di richiesta informazioni che in alcuni casi sono conclusi con la prenotazione di un appuntamento. Nemmeno il tempo di posare lo smartphone, che arriva una chiamata di un tizio che afferma di aver visto il post su Facebook e che per questo motivo voleva passare in show-room. Ripeto, non ho mai costretto nessuno a fare qualcosa controvoglia, per cui ho fatto spallucce, ho detto “ok” e ho chiesto in che modo avrebbero gestito l’aspetto social.

“Ci penserà il mio dipendente” mi ha detto orgoglioso la titolare “in ogni caso, per qualsiasi necessità, tu continuerai ad essere amministratore della pagina e nel caso intervieni”. Che in altri termini suona così “inizialmente se la sbriga lui, poi a lui inizierà a dare noia, e siccome sei amministratore, ci pensi tu senza che ci sia un costo mensile”.

Libero arbitrio ok, da entrambe le parti è meglio!

A quel punto ho detto “no, grazie”. Spiegando che non conoscendo il criterio di pubblicazione che utilizzerà il suo dipendente, difficilmente potrei intervenire, che il mio canone per la gestione social non esiste perché io sia un appassionato del posto fisso, ma serve a garantire ad entrambi una continuità e che gestire un social “a prestazione” non è pensabile perché richiede una certa costanza.

A questo punto potreste pensare “Ma ‘sto Davide è proprio uno stronxo”. E probabilmente avete ragione, ma se c’è una cosa che mi sono promesso quando ho aperto è stato proprio quella di volermi bene e volerne ai miei clienti.

E se accettassi questi incarichi occasionali, fatti di “oggi no, domani vediamo”, ma sopratutto di “ho un’estrema urgenza, dobbiamo fare un’immagine adesso” nonostante sia sabato o domenica, verrei meno alla mia promessa. Perché la comunicazione non è una scienza esatta, ci mancherebbe, non è detto infatti, che ad una determinata proposta, tutti rispondano come ci si aspetta. Però la cosa bella della comunicazione è che può essere pianificata, si può avere un piano ad inizio anno che ci permette di organizzare al meglio tutto quello che concerne il marketing aziendale ed il suo budget. Aggiungo, puoi anche prevedere di apportare le dovute correzioni in corsa.

Avere una strategia, un approccio con il quale colpire la clientela (selezionata secondo determinati campioni e non a casaccio), sono tutte attività che fanno diventare un piano marketing ancora più efficiente. Questo vuol dire che a fronte di un costo evidentemente più elevato (ma non ne sono nemmeno tanto sicuro, visti i benefici) si ha un piano di marketing sviluppato per tutto l’anno, si ha una comunicazione coerente con quella che è la scelta della strategia e sopratutto si ha un unico interlocutore che si occupa della completa gestione della comunicazione della vostra azienda.

Ma questo ragionamento non si riferisce soltanto ai social: è rivolto a tutti gli ambiti. Pensate a quelle aziende che decidono di fare l’affissione di un poster 6×3. Tutti sanno che trovandosi su strada, il tempo di lettura di un poster è di 5/10 secondi massimo, per cui le informazioni su di esso devono essere essenziali e devono riuscire a rimandare ad un sito o ad una pagina Facebook (a proposito: hai letto il mio post sui siti?) da cui poter prendere altre info. Per questo motivo spesso invito le aziende a pianificare più uscite affinché si riesca a creare una certa fidelizzazione al marchio o comunque ci si renda riconoscibili. Pensate al volantino quindicinale di Euronics o di Decò: mica escono ogni 15 giorni con colori o impaginazioni diverse, giusto?

Spero che sia chiaro il motivo per cui avere un piano organizzato sia meglio di avere poche idee e confuse su quello che si vuole comunicare.

D’altronde, come diceva Hannibal Smith “Adoro i piani ben riusciti!” (foto presa da a-team.wikia.com). 

Per cui, per quale motivo non provare?

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