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Amazon e i suoi fratelli…

Premessa, questo post potrebbe risultare piuttosto sgradevole a chi ritiene che la colpa di ciò che accade nella propria vita, sia sempre colpa degli altri.
In passato questo era il mio approccio e, a mie spese, ho realizzato che non c’è niente di più sbagliato.

Fine premessa.

In questi giorni, sicuramente lo sapete, hanno destato particolare scalpore due notizie: Uso dei dati sensibili di Facebook e aumento del canone prime di Amazon.

Il primo è quello che mi tocca particolarmente: il fatto di gestire le pagine social di diverse aziende mi porta a ricevere chiamate dei loro titolari piuttosto allarmati i quali mi chiedono quali provvedimenti prendere. E siccome il tutto richiede un’analisi più dettagliata, al primo punto ci torneremo successivamente.

Innanzitutto, partendo dal presupposto che non tutti sappiano cosa sia Amazon Prime, spieghiamo in cosa consiste.
Amazon Prime è un servizio che Amazon propone ai propri clienti i quali, una volta sottoscritta la quota, ottengono un servizio che potremmo definire “VIP” (ne cito solo alcuni a memoria):
– Spedizione dei prodotti (contrassegnati come Prime) gratuita;
– Spazio su Amazon Cloud per immagazzinare foto e documenti;
– Offerte in anteprima rispetto agli altri clienti;
– Amazon Prime TV, una piattaforma per poter guardare film, cartoni, serie tv.

Tutto questo al costo di (fino a qualche giorno fa) 19,99 Euro.

In questi giorni Amazon, però, ha comunicato che il canone annuale da Agosto, credo, passerà a 36 Euro.
Sicuramente ve ne siete accorti, magari non avete mai acquistato nemmeno uno spillo su amazon ma sicuramente i vostri amici si e questi si sono sentiti in dovere di protestare sui social la loro rabbia.

Si sa, io sono strano…

Personalmente (ma io sono strano si sa) sono favorevole, o comunque lo comprendo questo aumento. Io sono un sottoscrittore prime da 3 anni circa e il fatto di non dover pagare le spese di spedizione (che variano dai 5 ai 12 euro spesso) lo trovo un gran vantaggio. Inoltre, e questo è un punto fondamentale, quando ho sottoscritto l’abbonamento a Prime, Amazon non aveva ancora lanciato Prime Video, lo ha fatto praticamente 8 mesi fa credo e non mi ha chiesto un euro: mi ha detto “ehi, stiamo lanciando questo servizio! Provalo: se ti piace è incluso nell’abbonamento, se non ti piace, disinstalla l’app e continui a vivere in maniera tranquilla”.

Ma Prime Video non solo funziona bene: È piena di serie tv che han fatto la storia della televisione (House, Due uomini e mezzo, Grey’s Anatomy ecc) ma hanno avuto anche la felice idea di produrre serie per la loro piattaforma in esclusiva. Un esempio su tutti che è quello che mi sta più a cuore: Hanno preso Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond (i tre giornalisti della serie Top Gear che si sono licenziati un anno e mezzo fa) e li hanno assunti per produrre “The Grand Tour” il programma di motori più bello che possa esistere (e ve lo dice uno al quale dei motori non gliene può fregare di meno). E insieme a questa serie, credetemi, ce ne sono veramente tante altre.

Detto questo, cosa sta succedendo?

Ieri, dopo aver pranzato dai miei suoceri e aver abbandonato definitivamente l’idea di un universo parallelo nel quale ci possa essere un me magro perché tanto mia suocera fa mangiare anche quello, ho letto un post di Andrea Monguzzi  (un professionista che si occupa di programmazione e supporto alle aziende per tutto ciò che riguarda l’IT) nel quale spiegava il perché lui di Amazon non ha paura (leggete il suo interessantissimo post che a tratti è illuminante).

Mentre leggevo, oltre ad annuire perché in totale accordo con lui, mi chiedevo il perché Andrea si fosse sentito obbligato a scrivere un post del genere, voglio dire: usufruisci di un servizio di vendita on line tra i più efficienti (se non il più efficiente) del mondo, paghi una miseria che pagheresti con la spedizione di tre acquisti l’anno senza sottoscrizione prime e in più hai un servizio come Prime Video che è qualcosa di spettacolare e ti lamenti di un aumento di prezzo? E se anche lo ritenessi veramente troppo caro, considerato che non si tratta di pane, basta non rinnovare.

Evidentemente mi sbagliavo…

Ebbene si, evidentemente mi sbagliavo perché aprendo Facebook stamattina ho trovato diversi post nel quale chi acquistava su Amazon era definito una (cito testualmente ma con censura) “Testa di cax%o perché acquistando su Amazon”, si penalizzano le imprese locali. Volevo rispondere, specie ad un utente che giustificava i prezzi bassi di Amazon con il fatto che i costi di Amazon non siano gli stessi di un’impresa locale, ma ho riflettuto e mi sono detto “Ecco perché Andrea ha scritto un post” ed ecco perché sto per farlo anche io!

a) Amazon vende di più per i prezzi più bassi.

Beh… è indubbio che se acquisti 500 monitor ottieni uno sconto maggiore di chi ne acquista 10. Vi faccio un esempio personale. Quando avevo la Zildtech, acquistavo una stampante, la c62 della Epson a 50 Euro + Iva dal mio fornitore. Euronics in volantino aveva la c62 insieme ad uno scanner a 79 Euro: le ho comprate lì e le ho rivendute. Nonostante Euronics le vendesse a meno di quanto le vendessi io. Perché? Perché Amazon (o Euronics all’epoca) prende un prodotto e te lo consegna. Io consigliavo quel prodotto, nel 90% dei casi venivo a montarlo e davo dei suggerimenti sull’uso e la manutenzione della stampante. Per cui la differenza di prezzo tra me e il gigante era questo: un servizio che il gigante non dava. E non da nemmeno Amazon, per cui probabilmente, anziché dare la colpa ad Amazon, sarebbe necessario capire in che modo si possa fornire un servizio migliore.

b) Acquistando da Amazon uccidi le imprese locali.

Ni anche in questo caso: Secondo Eurostat, in Italia nel 2016, soltanto il 29% della popolazione ha fatto acquisti on line. Ammettiamo che la percentuale l’anno scorso sia aumentata al 40%, questo significa che c’è un 60% che non utilizza Amazon, significa che c’è ancora una fetta della torta (la più grande tra l’altro) a cui puoi dedicare le tue attenzioni e al quale puoi rivolgerti per vendere i tuoi prodotti.

c) Amazon ha costi più bassi…

Riflettiamo un attimo sul punto “a”: il piccolo imprenditore prende 5 stampanti, Amazon ne compra 500 e ottiene uno sconto. Perfetto. Ma Amazon ha un problema che il piccolo imprenditore non ha: “dove le metto tutte ‘ste stampanti?”. Adesso moltiplicate questa domanda per gli oltre 5 milioni di prodotti che Amazon distribuisce. Ecco… credo di aver dato risposta alla questione.

La soluzione qual è?

La soluzione non posso darvela io, non sono Mandrake per carità, ma posso darvi degli spunti da cui riflettere:

  • Rivolgiti alla clientela che ancora è refrattaria all’uso degli e-shop e proponi un plus a quelli che invece utilizzano abitualmente gli e-commerce;

  • Promuovi la tua azienda sul territorio con la giusta comunicazione, spesso ci si affida al passaparola, i più intrepidi si lanciano in campagne social con immagini che però non riescono a comunicare quanto invece sarebbe necessario. Non ci sono più le condizioni per improvvisare, rivolgiti ad un professionista che possa creare una campagna di comunicazione che porti a dei risultati.

  • (Se sei un artigiano): valorizza la tua azienda sul territorio ma calcola che un prodotto artigianale come il tuo (mi viene in mente il caso del mio amico Sebastiano che lavora il cuoio e realizza prodotti artigianali) Amazon non può venderlo perché la disponibilità non è sufficiente per un marketplace simile. E quindi cavalca l’onda: realizza uno shop on line. È vero: un portafoglio su Amazon costa infinitamente meno rispetto al tuo, ma il tuo prodotto ha tanto di quel valore aggiunto che solo chi gli darà un valore lo acquisterà ed è questa nicchia di mercato a cui ti devi rivolgere. Ma le nicchie di mercato non si raggiungono o individuano chiedendo a cugini, nipoti, zie  e parenti varie di occuparsi della pagina Facebook, questi sono risultati che ottieni grazie ad un professionista (a proposito, ti serve un social media manager? clicca qui)

  • Se non sei un artigiano: approcciati meglio con i tuoi clienti, cerca di fornire soluzioni ai loro problemi e cerca di non essere un evidenziatore degli stessi.

    Altro esempio personale: nel luogo in cui vivo, non ci sono negozi adatti a chi come me ha problemi di peso. Ogni volta che devo comprare un capo di abbigliamento, mi reco in un qualsiasi negozio del mio paese e quando non si trova qualcosa della mia taglia (lo so, il problema è mio) ricevo sguardi di compassione e spesso anche di rimprovero. Ripeto: tutto questo per me è stressante, so bene di avere problemi di linea e so bene che se fossi magro la questione non si porrebbe, ma quanto ed in che modo può aiutarmi sentirmi in colpa perché il commerciante di turno non ha quello che mi serve o che mi possa star bene? Un commerciante di Caltanissetta, ha capito il problema di noi obesi e anziché rimproverare gli obesi di essere tali, ha rifornito il suo negozio di capi di abbigliamento di tutte le misure. E mi rendo conto che a voi capita spesso, ma a me di dover chiedere “una taglia più piccola” non è mai capitato, per questo motivo ogni volta che devo comprare un qualsiasi capo, quel negozio è la mia prima ed unica scelta.

Per cui, e concludo con questo post chilometrico: Amazon non è un problema, al limite è uno stimolo per aiutarci a fare meglio.

Ricapitoliamo:

Se hai letto questo post e ti è piaciuto, commentalo, condividilo (se puoi taggami) o leggilo in pubblico… (scherzo… no, forse no…).

Se pensi che ti abbia incuriosito, se ritieni che possa essere l’uomo giusto per la tua azienda e la sua comunicazione, contattami tramite il modulo di contatto in home page o manda una mail a info@davidecameli.it o chiamami al 349 418 00 00. Ci prenderemo un caffè, discuteremo del mio modo di fare comunicazione e di cosa farei per la tua azienda, senza impegno, e nella peggiore delle ipotesi ci siamo conosciuti.

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Il “nuovo ma non troppo” logo…

Eccoci qua. È iniziata una nuova settimana e ho utilizzato il weekend per apportare alcune modifiche al mio logo.

Quando l’ho realizzato, oltre ad aver inserito un simbolo a cui tengo tantissimo, ho inserito tutta una serie di lavori che avrei potuto realizzare: Grafica, Social, Fotografia e web design.

Quest’ultima voce in particolare l’avrei fornita in outsourcing, mi sarei affidato cioè ad un professionista che si sarebbe occupato della scrittura del codice sulla base del design che gli avrei fornito.

A causa di una serie di eventi, ad oggi non sono riuscito a trovare un partner in grado di soddisfare le mie esigenze e di conseguenza quelle dei miei clienti. Per questo motivo ho preso due decisioni:
– Seguire un corso per imparare a sviluppare siti web;
– Per il momento eliminare la voce “Webdesign”.

Ecco quindi il “nuovo ma non troppo” logo.

Spero nei prossimi giorni di spiegarvi con dei post o con dei video quanto sia importante per un’azienda il proprio logo.

Ma nel caso in cui non foste più soddisfatti del vostro o voleste crearne uno nuovo, contattatemi ai miei recapiti ed insieme studieremo la soluzione adatta alla vostra azienda.

Ricapitoliamo:

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Arrivederci Nerd…

Voi non potete saperlo perché non siete amministratori del mio sito e non potete vedere quanti articoli che andavano pubblicati sono rimasti in una sorta di oblio, ma credetemi, ci sono una decina di articoli alla voce “bozze” del mio sito che aspettavano me per vedere la luce.

(Per fortuna) a causa dei numerosi impegni, non sono riuscito a sistemarne nemmeno uno.

Uno degli impegni che ho avuto negli ultimi 7 mesi è rappresentato dall’aver collaborato come Freelance presso la Nerd srl un’agenzia con cui da quasi 6 anni collaboravo occasionalmente e un’azienda partner a cui affido la quasi totalità dei miei lavori stampati in digitale.

Quasi 5 mesi fa, Federica, la grafica “titolare” è diventata mamma di una bellissima bambina e in questi mesi ha goduto del periodo di maternità.

Ma da lunedì, Federica tornerà a lavoro e la mia presenza costante in agenzia non è più richiesta, probabilmente occasionalmente svilupperò qualche progetto come già fatto in passato ma di fatto da giorno 12 Febbraio tornerò ad occuparmi a tempo pieno del mio studio.

Da un certo punto di vista sono dispiaciuto: lavorare in agenzia con colleghi con il quale avere confronto su determinati lavori è un aspetto molto stimolante che ti aiuta a migliorare da un punto di vista professionale.

Da un altro punto di vista ho realizzato che ho relegato i miei clienti da parte in questo periodo e quindi voglio recuperare quel rapporto che era l’idea alla base del mio modo di lavorare, quello dell’attenzione personale nei confronti dei miei clienti e della loro comunicazione aziendale.

Per cui che dire? Ringrazio Fabio e Federica per questa grande opportunità di crescita professionale affidandomi gran parte dei loro clienti e Dario per avermi supportato in tutte quelle cose legate alla stampa di cui ignoravo l’esistenza.

Infine la speranza è che il processo di crescita che ho iniziato possa continuare con una maggiore frequenza di post sul sito e lo sviluppo di nuove competenze che spero possano aiutarmi a fornire più servizi ai miei clienti.

 

Il mio foto quadro.

Buongiorno.

Qualche tempo fa, ho ricevuto un buono per una prova gratuita offertami da #SaalDigital con il quale avrei potuto avere la possibilità di provare il loro servizio stampa.
Ero indeciso e per questo motivo chiesi sulla mia bacheca Facebook, quale foto avrei dovuto far stampare.

Grazie ai miei contatti, la foto è stata scelta e una volta caricato il file e scelto il materiale (30×40 Alluminio) tramite la semplicissima interfaccia sul loro software, è bastato inserire i dati per la spedizione ed aspettare.

Dopo qualche giorno, il quadro è arrivato e la qualità di stampa è abbastanza soddisfacente. L’unico appunto, ma è un mio errore, è quello di avere utilizzato l’alluminio con un file in cui erano presenti delle aree bianche e che pertanto appaiono color alluminio, appunto.

Ma una menzione particolare va fatta al servizio clienti di #SaalDigital: Ho prenotato questo buono quasi un anno fa e nonostante fossi in evidente ritardo, non mi hanno mai fatto problemi su questo: anzi, si sono mostrati sempre cortesi e disponibili (mi hanno prorogato la durata del buono non so più quante volte) quando avrebbero anche potuto dire “ok, facciamo che non rinnoviamo più e arrivederci”. Sarebbe stato un loro diritto e non l’hanno fatto.

Per cui che dire? visitate il sito www.saal-digital.it e provate i loro prodotti.
#Fotolibro #QuadroSuAlluminio  Saal Digital Italy

Io & i miei clienti…
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Chi mi conosce sa quanto io sia un ragazzo di basso profilo. Chi mi conosce meglio, sa che non è vero… 🙂
 
A parte lo scherzo. Avevo chiesto ad alcuni clienti di scrivere una recensione sulla loro esperienza lavorativa con me e alcuni hanno scritto delle cose davvero belle sul mio conto. Talmente belle che non credo di meritarle (clicca qui, se vuoi leggerle).
 
Tra i tanti clienti, la recensione che mancava all’appello era quella di una persona che nel 2003 entrò alla Zildtech chiedendomi se realizzassi cablaggi. Oggi glielo posso confessare, ma gli risposi si consapevole del fatto che non avessi mai fatto quel genere di lavori.
 
Per fortuna tutto andò bene e da quel giorno, Giuseppe divenne un mio cliente prima, ed un amico poi.
 
Un giorno di quattro anni fa, mi chiese di venire in ufficio e, seduto sulla sua poltrona, mi cominciò a raccontare che piantò degli ulivi e che presto avrebbe iniziato a produrre olio e, viste le mie esperienze nel campo della grafica pubblicitaria, aveva pensato a me per lo sviluppo grafico delle etichette e del suo marchio.
 
Da quel momento è iniziato un periodo ancora più ricco di telefonate, di mail, di riunioni alle 3 del pomeriggio in cui oltre a come avrebbero dovuto essere le varie etichette, discutevamo di quanto ci facesse star bene dedicarci alle cose che amavamo, come il suo prendersi cura dei suoi ulivi ed il mio essere un grafico. Decidemmo persino di iscriverci in palestra insieme. 
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Una sera mi raccontò di quest’olio, Lustro di Luna. Un olio le cui olive vengono raccolte al tramonto e molite entro l’alba, in modo tale che l’oliva raccolta, non veda mai la luce del sole. Mentre parlavamo al telefono, gli chiesi di controllare la mail e di considerare quella bozza, come un punto di partenza.
 
Il resto è storia e in parte lo troverete scritto nella sua recensione.
Un ragazzo Semplice, Buono, Umano. Tutti questi valori li trasferisce nel suo quotidiano, nel suo lavoro. Riesce a capire subito l’esigenza del cliente trasformando in poco tempo un’ idea, in un progetto. Una sera gli ho inviato un messaggio chiedendogli di realizzare un’etichetta per il mio olio di oliva, dopo cinque minuti mi ha risposto con quello che secondo lui potesse essere un punto di partenza. Bene, sono passati tre anni dal quel messaggio e quella bozza è l’etichetta di punta del mio EVO ” Lustru di Luna”. In cinque minuti aveva centrato in pieno la mia esigenza. Questo e molto altro è Davide Cameli.
 
Oggi Lustru di Luna riceve premi e riconoscimenti che rendono entrambi felici.
Lui per avere prodotto un olio eccellente e io per essere riuscito a sintetizzare un concetto in una etichetta.
 
Questo è quello che intendo fare con il mio lavoro. Non dei clienti “mordi e fuggi” ma dei clienti con cui instaurare un rapporto lavorativo che mi permetta di progettare grafiche “emozionali” sulla base del loro rapporto con la loro azienda o con il loro prodotto. Perché questo è quello che dovrebbe fare una buona pubblicità: Parlare di te, della tua azienda e di quanto amore ci metti.
 
Perché se ami quello che fai, non sarà mai lavoro…

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Un nuovo sito…

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Eccoci qua.

Nuovo sito, nuovo logo, nuova partita IVA… insomma tutto nuovo.

In tanti mi avevate fatto i complimenti per il vecchio sito, tuttavia la mia risposta, nonostante ci abbia messo tutta la delicatezza possibile, era glaciale: “si, lo devo rifare.”

Ma non perché non mi piacesse, attenzione, più che altro perché non ha senso affermare di essere un web designer e avere un sito realizzato con uno schema (un template) realizzato da un altro, spero comunque di poter essere più preciso nei prossimi giorni con un video .

Per cui si, ecco il nuovo sito.

Ha richiesto diversi mesi di lavoro, di duro lavoro. I primi 4 mesi sono passati per trovare qualcuno che fosse un web developer sul vero senso della parola e non per sentito dire, una persona in grado di rispondere ad ogni mia esigenza grafica, scrivendo anche del codice di proprio pugno e non cercando qualcosa di già pronto ma che risultava impossibile modificare. Per cui il primo grazie va a Christian Sproviero che con pazienza, ma sopratutto con grande professionalità ha dato vita a tutte le mie “strane richieste” grafiche e sopratutto perché trovare una persona con cui è così facile lavorare e puntuale nelle consegne è una grande opportunità.

Grazie ad Anna. Perché da due anni a questa parte ha dovuto accollarsi anche un ruolo che non le spetta, ma ha saputo capire quanto l’assenza del “titolare”  fosse pesante e, nonostante tutto, l’ha fatto.

A Fabio Bruno. Il mio commercialista/confessore/analista, che mi ha convinto, il 12 gennaio a dare inizio a questa nuova avventura incoraggiandomi come avrebbe fatto mio padre, perché sapeva che ne avevo bisogno.

A Lodovico, Armando, Marco e Filippo, Giuseppe, Angela, Simone, Dario e Giuseppe, Ilenia ed infine Angelo (anche se sono sicuro di aver dimenticato qualcuno) che hanno accettato il ruolo di tester per verificare se ci fosse qualcosa che non andava.

E poi il grazie ad una persona che proprio oggi, da due anni, non c’è più fisicamente, ma che mi sta accanto in ogni momento e a cui ho voluto dire grazie con dei riferimenti lungo tutto il sito.

Insomma. Da oggi la mia presenza sul web è un po’ più personale, perché quando pensate a me come grafico, come social media manager, come webdesigner o come fotografo, è giusto che lo facciate pensando ad uno che, quando fa qualcosa, ci mette tutto se stesso.

Memorabile?
Guardate questo video.
Non barate: smettete di leggere e guardate questo video.
 
Dura soltanto 35 secondi, potete farlo.
 
 
Fatto? Bene.
 
 
Se vi chiedessi, “di che colore ha i capelli Paola Caiati”, mi sapreste rispondere?
Certo che no, perché la vostra attenzione è stata dedicata tutta a Sandra Marchigiano che “è molto contenta de fa ‘sta sfilata”.
 
E questo è. Non c’è altro da dire.
La comunicazione è riuscire a catturare la tua attenzione ed escludere tutto il resto.
 
La comunicazione è dare un’identità al tuo prodotto, al tuo servizio e renderlo memorabile. Le aziende “memorabili” sono quelle che vanno avanti, sono quelle che lasciano il segno, sono quelle di cui ti ricordi. 
 
E per quanto buffo possa sembrare, a distanza di vent’anni, Sandra è riuscita a essere ricordata, Paola Caiati, la mora…bionda… boh, non me lo ricordo nemmeno io… no.
 
Per cui, inutile farci tanti giri di parole, la differenza è questa: Tu, vuoi essere memorabile?
Se si, contattami.
P.S. Avete visto il mio primo spot? E il Making of?
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Consigli per gli acquisti… #1

Non so il perché, ma tante coppie di amici che sono in procinto di fare il grande passo, spesso, mi chiedono chi sceglierei, al loro posto, per un eventuale servizio matrimoniale.

La cosa che ripeto sempre, è quella di non guardare al denaro, perché quell’album e quel dvd sono una delle poche cose che tra 50 anni, potranno rivedere. E siccome sono convinto che la professionalità si paghi, no, non ci deve essere un budget. Anche perché in genere si spendono dai 40 ai 100 euro ad invitato per un banchetto di cui nessuno si ricorderà l’indomani o, per esperienza personale, qualcuno avrà da ridire.

Il bello di aver conosciuto diversi fotografi e videografi, è quello di riuscire a capire chi lo è perché lo dice e chi lo è perché non serve che te lo dica.

Immagini sempre a fuoco, sfocature giuste nel momento giusto, massima discrezione in uno dei giorni più importanti e sopratutto una professionalità di alto livello. E la cosa più importante: immagini sempre diverse da un matrimonio all’altro.

E vi dirò di più: quando li ho conosciuti, io e Anna eravamo già sposati da un po’, ma Dario​ e Giuseppe​ mi hanno mostrato più volte la loro amicizia mettendosi a disposizione per darmi dei suggerimenti o delle opinioni molto spesso preziosi a prescindere dal fatto che un giorno avrei potuto essere un loro cliente.

Se volete saperne di più, andate sul loro sito http://www.professionalimage.it/

P.S. non sono miei clienti. Siamo solo amici e amo il loro modo di lavorare.

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Siate imperfetti, siate unici.
Schermata 2015-01-02 alle 11.13.49Bentornati sul mio blog, è da un po’ che non scrivevo sul sito, ma sono piuttosto preso da alcune novità di cui a breve vi racconterò che mi stanno prendendo parecchio tempo.
Innanzitutto, buon 2016. Vi auguro un anno pieno di soddisfazioni personali e professionali, pur sapendo che le difficoltà ci sono ma con la consapevolezza nei propri mezzi nel saperle affrontare.
E, visto che si usa fare gli auguri con le immagini., ho deciso di utilizzarne una che ho realizzato io per un mio cliente.
Bene. Terminate le formalità di rito, vi voglio mostrare un video.
Ovviamente lo potrete vedere solo se siete iscritti a Facebook ( a proposito, avete messo il mi piace alla mia pagina? https://www.facebook.com/dadocameli/)
Lui è Marco Montemagno, un imprenditore italiano che vive a Londra e che, reduce del suo successo personale e dopo una lunga esperienza televisiva, ha iniziato a realizzare dei video in cui invita alla lettura di alcuni testi e fa delle “riflessioni ad alta voce” su quello che è il mercato attuale e su come farne parte.
Mi stavo preparando per uscire e, una volta vista l’anteprima, ho cliccato e mi ci sono riconosciuto subito, perché  ci sono migliaia di aziende che operano sullo stesso mercato e, grazie ad Internet, quei limiti territoriali che c’erano una volta, non ci sono più.
 
L’esempio ideale è Zalando, il quale ci ha fatto credere e ci ha convinto che comprare un vestito, aspettare che arrivi, provarlo e pagarlo alla stessa cifra (salvo occasioni particolari) sia meglio di uscire, andare al negozio sotto casa e acquistare quello che ci piace e che ci sta meglio in un tempo ridotto.
 
Per cui, cosa fare in questo mercato sempre più saturo?
Siate differenti, siate memorabili: campagne pubblicitarie che vadano al di fuori del solito standard “siamo belli, siamo fighi, venite a comprare da noi”.
 
Mostratevi anche con i vostri limiti, potrebbero diventare i vostri punti di forza.
 
Un esempio? Io non ho una struttura alle spalle, non gestisco gruppi di grafici e non ho nessuna attrezzatura per stampare le vostre grafiche.
 
Ad un occhio normale è una pecca, ma per colui che sa vedere più in profondità, si tratta di un grosso vantaggio.
1) Non ho una struttura alle spalle e non gestisco un gruppo di grafici=Maggiore attenzione personale: sarò sempre io ad occuparmi della vostra comunicazione, sarò io il vostro unico interlocutore.
2) Non ho un’attrezzatura = non vi impongo nulla, sceglieremo insieme ciò che potrebbe funzionare meglio per la vostra azienda e infine, avremo la possibilità di scegliere insieme il fornitore per la stampa (per esempio) con la certezza di ottenere sempre il miglior rapporto qualità/prezzo.
 
Per cui, ve lo ripeto: siate imperfetti, siate unici.
Buon anno e ci sentiamo presto per delle novità… 😉
Calendari personalizzati. Quali vantaggi?

Lo so, magari siamo un po’ oltre il tempo limite per questo post, tuttavia, nel caso in cui foste indecisi se realizzare dei calendari per il 2016 o, nella peggiore delle ipotesi, per il 2017, magari vi ricorderete di quanto sto per scrivere e seguirete i suggerimenti.

La preparazione di un calendario personalizzato per la Guitar Academy

La preparazione di un calendario personalizzato per la Guitar Academy

Hai una pasticceria e vuoi un calendario da regalare ai tuoi clienti?
È una buona idea, tutti quanti in casa abbiamo un calendario, e tutti quanti lo consultiamo per vedere quando potremo prenderci le ferie, quando potremo festeggiare il nostro compleanno o che giorno sarà il nostro anniversario di nozze (ammesso che ce ne ricordiamo… no, io lo ricordo benissimo).

Quale calendario scegliere?
Il mercato è pieno di offerte di calendari, ma il primo consiglio che voglio darvi è quello di non prendere qualcosa che sia troppo grande: personalmente non andrei oltre il formato a3 (29,7 x 42 cm), un formato che vi permette di avere una buona visibilità e sopratutto permette al vostro cliente di poterlo tenere dietro la porta o comunque non avere grossi problemi di spazio.

Che immagine scegliere?
E qui veniamo al nocciolo del post. In tanti mi chiedete calendari con immagini sacre, anche quando, rispetto alla vostra attività, l’immagine di Padre Pio, di Papa Francesco o di altri Santi non è che sia molto attinente. Io personalmente sono un praticante, ma mai, durante la Messa, è capitato che un frate o un prete mi indicasse in Padre Pio un pasticcere o esperto in tavola calda. Certo, riflettendoci, se foste proprietari di una falegnameria, un calendario di S. Giuseppe non sarebbe male, ma non ce n’è…

“In questo modo la gente lo tiene a vista” mi direte voi e, per quanto comprensibile possa essere, proprio questa motivazione potrebbe essere il motivo per cui il vostro calendario è nascosto rispetto a quello del vostro concorrente.

Qual è il mio consiglio?
Realizzate un calendario personalizzato. Un calendario che promuovi al 100% la vostra azienda. Un calendario che non distragga con immagini che non hanno nulla a che fare con voi ma che anzi, crei l’associazione Immagine=Vostra azienda.

I vantaggi?
Schermata 2015-12-05 alle 07.51.15Avere un calendario che sia personalizzato con i vostri prodotti, con la vostra azienda e che parli di voi in maniera diretta.
Il costo, a secondo del prodotto scelto, è decisamente competitivo.
Non avrete una grafica standard con il rischio che anche il vostro principale competitor possa aver scelto la stessa tipologia di immagini.

Come funziona?
Contattatemi, prendiamo un appuntamento, spiegatemi cosa vorreste fare e io vi proporrò una serie di soluzioni con i relativi costi.
Ci diamo un successivo appuntamento, in modo tale che possa venire a fare delle fotografie ai vostri prodotti. Dopo qualche giorno riceverete una mia mail con 3 proposte di grafiche da inserire sul calendario e, una volta scelta quella che più vi piace, invieremo il tutto alla tipografia.

In questo modo, avrete il vostro calendario personalizzato che parlerà di voi e delle vostra azienda. Ah… e siamo anche in tempo per realizzarlo… i tempi di realizzazione sono, decisamente più brevi.